SINDROME VERTIGINOSA

Sindrome vertiginosa: quando le vertigini vengono dal collo

La sindrome vertiginosa è uno dei motivi più frequenti per cui le persone si rivolgono al medico, insieme al mal di schiena e all’emicrania. Chi ne soffre lo sa bene: la sensazione di non avere il controllo del proprio equilibrio spaventa più del dolore.

La vertigine vestibolare interessa circa il 7% delle persone nel corso della vita. Inoltre diventa più frequente con l’età ed è due o tre volte più comune nelle donne, come mostra questo studio di popolazione.

Una parte di questi disturbi nasce dal collo. Un’altra parte, però, no: e distinguere le due situazioni è il passaggio più importante di tutti.

Sono il Dott. Giuseppe Palumbo. In questa pagina ti spiego come riconoscere le vertigini di origine cervicale, quando invece serve un altro specialista, e come le trattiamo nei centri CGM di Gravina di Catania e Sant’Agata Li Battiati.

Che cos’è la sindrome vertiginosa

Con questo termine indichiamo l’insieme dei disturbi legati a un’alterata percezione dell’equilibrio. Il nostro senso di stabilità nasce dall’integrazione di tre sistemi: l’orecchio interno, la vista e i recettori di muscoli e articolazioni, il collo in primis.

Quando uno di questi tre canali invia informazioni sbagliate, il cervello riceve dati in conflitto. Il risultato è quella sensazione difficile da descrivere che porta il paziente in studio.

Vertigine, capogiro e instabilità non sono la stessa cosa

Questa distinzione sembra accademica, invece orienta tutta la diagnosi. Ti chiedo sempre di descrivermi la sensazione con parole tue, proprio per questo motivo.

  • Vertigine rotatoria: tutto gira, come dopo essere scesi da una giostra. È il sintomo tipico dei disturbi dell’orecchio interno.
  • Capogiro: senso di testa leggera o vuota, spesso legato alla pressione o al passaggio rapido in posizione eretta.
  • Instabilità: la sensazione di camminare da ubriaco, di sbandare, di essere su una barca. È quella che più spesso viene dal collo.
Sindrome vertiginosa: sensazione di instabilità e capogiro
L’equilibrio nasce dall’integrazione di orecchio, vista e recettori del collo

Vertigine dall’orecchio o dal collo: come distinguerle

Prima di parlare di vertigini cervicali va detta una cosa con chiarezza. La pseudovertigine di origine cervicale è una diagnosi di esclusione: si arriva a lei soltanto dopo aver escluso le altre cause.

Il primo passo, quindi, è sempre la visita otorinolaringoiatrica. Solo dopo quel controllo il fisioterapista può entrare in gioco con qualche certezza.

I segnali che indicano l’orecchio

  • la vertigine è netta e rotatoria: l’ambiente gira davvero;
  • dura pochi secondi o pochi minuti, poi passa;
  • si scatena girandosi nel letto, alzandosi o guardando in alto;
  • si accompagna a nausea intensa, vomito o ronzii;
  • compare all’improvviso, senza alcun dolore al collo.

Questo quadro fa pensare alla VPPB, la vertigine posizionale parossistica benigna, oppure a una neurite vestibolare o alla malattia di Ménière. In questi casi la cura non è la fisioterapia cervicale, ma il percorso otorinolaringoiatrico e vestibolare.

I segnali che indicano il collo

  • più che una rotazione, avverti instabilità e sbandamento;
  • il disturbo dura minuti od ore, non secondi;
  • peggiora con i movimenti del collo e con le posizioni mantenute a lungo;
  • c’è sempre dolore o rigidità cervicale associati;
  • si accentua al buio o su terreni irregolari;
  • compaiono anche testa pesante, vista offuscata e mal di testa.

Il legame col movimento del collo è l’elemento più caratteristico. Se ruotando la testa il sintomo cambia, e se il collo fa male da mesi, allora la componente cervicale è probabile.

Non è raro, del resto, che le due cose convivano. Un paziente con ernie cervicali può avere anche una VPPB: in quel caso vanno trattate entrambe, nell’ordine giusto.

Quando rivolgersi subito al pronto soccorso

Alcuni sintomi non vanno mai gestiti in ambulatorio. Se una vertigine improvvisa si presenta insieme a uno di questi segnali, chiama il 112 o vai in pronto soccorso:

  • visione doppia o improvvisa perdita della vista;
  • difficoltà a parlare o parola impastata;
  • debolezza, formicolio o perdita di forza su un lato del corpo;
  • mal di testa violento e mai provato prima;
  • impossibilità di stare in piedi o di camminare;
  • perdita improvvisa dell’udito da un orecchio;
  • perdita di coscienza, anche breve;
  • vertigine comparsa dopo un trauma cranico.

Questi segni possono indicare una causa neurologica che richiede un intervento immediato. In quel momento non serve né l’otorino né il fisioterapista: serve un ospedale.

Sistema vestibolare dell'orecchio interno e controllo dell'equilibrio
L’orecchio interno resta la prima struttura da valutare davanti a una vertigine

Le cause della sindrome vertiginosa

Le origini possibili sono numerose e appartengono a specialità diverse. Ecco le più frequenti:

  • patologie del sistema vestibolare: VPPB, labirintiti, neurite vestibolare, malattia di Ménière;
  • disfunzioni di movimento del tratto cervicale, in particolare dei segmenti alti da C0 a C3;
  • problemi cardiocircolatori e cali di pressione;
  • alterazioni del sistema nervoso centrale;
  • disturbi del movimento oculare;
  • emicrania vestibolare;
  • traumi cranici e cervicali, colpo di frusta compreso;
  • effetti collaterali di farmaci;
  • ansia e attacchi di panico, che amplificano ogni sintomo;
  • alterazioni del sistema nervoso autonomo.

Come vedi, soltanto una di queste voci riguarda direttamente il collo. Ecco perché la valutazione medica viene prima di qualunque trattamento.

I fattori di rischio delle vertigini cervicali

Quando la componente cervicale è confermata, di solito troviamo alle spalle una di queste situazioni:

  • traumi di testa e collo, primo fra tutti il colpo di frusta da tamponamento;
  • posture mantenute per ore, come otto ore davanti a un monitor mal posizionato;
  • microtraumi ripetuti e mai trattati;
  • disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare;
  • artrosi e patologie reumatiche del rachide cervicale;
  • trigger point nei muscoli suboccipitali, cervicali e toracici;
  • cefalea cervicogenica, emicrania e cefalea tensiva;
  • vita sedentaria e assenza di attività fisica;
  • stress elevato e prolungato.

Tutti questi fattori alterano il lavoro dei recettori del collo. Di conseguenza le informazioni che arrivano al cervello non coincidono più con quelle di orecchio e occhi, e il conflitto genera il sintomo.

Il collegamento con la postura è molto stretto. Se il tuo lavoro ti tiene fermo per ore, ti consiglio di leggere anche la pagina sulla cervicalgia da postura.

Rigidità del collo associata a instabilità e sbandamento
Nelle vertigini cervicali il sintomo è sempre legato al movimento del collo

Come si diagnostica la sindrome vertiginosa

Il percorso corretto prevede due tappe, in quest’ordine preciso.

Prima di tutto la valutazione medica. L’otorinolaringoiatra studia orecchio e sistema vestibolare, mentre in alcuni casi serve anche un controllo neurologico o cardiologico.

Solo dopo arriva la valutazione fisioterapica. In studio esaminiamo la mobilità di ogni segmento cervicale, la muscolatura suboccipitale, i trigger point, la coordinazione tra occhi e collo e il controllo dell’equilibrio in condizioni diverse.

Completiamo il quadro con la diagnosi posturale. Serve a capire perché quel collo ha smesso di funzionare bene, non solo a constatare che non funziona.

Cura della sindrome vertiginosa: il percorso fisioterapico

Quando la componente cervicale è accertata, la fisioterapia dà risultati concreti. Il percorso però ha delle regole precise, e la prima riguarda i tempi.

La fase acuta: cosa non fare

Durante una crisi vertiginosa intensa non si eseguono trattamenti manuali sul collo. In quel momento, infatti, il rischio è soltanto di peggiorare la situazione.

La fase acuta si gestisce con il riposo e con i farmaci prescritti dal medico, in genere antinfiammatori e sintomatici contro nausea e sbandamento. Bastano pochi giorni per stabilizzare il quadro.

Solo a questo punto entriamo noi.

Terapia manuale e strumentale

Cominciamo sempre dai tessuti molli, mai dall’articolazione. Utilizziamo massoterapia e pompage per ridurre la tensione dei muscoli suboccipitali e cervicali.

Sul versante strumentale impieghiamo la Tecarterapia e il laser Nd:YAG ad alta potenza, che agiscono sull’infiammazione e sulla contrattura.

Quando i muscoli si sono rilassati passiamo alle mobilizzazioni dolci dei primi segmenti cervicali. Lavorare in questa sequenza, e non al contrario, riduce il fastidio durante la seduta e limita le recidive.

Un dettaglio pratico che fa la differenza: il cuscino. Otto ore a notte con la testa appoggiata male vanificano buona parte del lavoro fatto in studio.

Equilibrio e postura

Le terapie descritte finora agiscono sul sintomo. Da sole, tuttavia, non toccano la causa.

Per questo affianchiamo un percorso di ginnastica propriocettiva, che riallena il sistema dell’equilibrio a fidarsi di nuovo delle informazioni corrette. In parallelo lavoriamo sulle abitudini: postazione di lavoro, gestione delle pause, movimento quotidiano.

Nei casi con squilibri posturali importanti proponiamo un percorso individuale di rieducazione posturale globale oppure il metodo Mézières. È la parte che determina il risultato a distanza di anni.

Trattamento della sindrome vertiginosa al CGM Fisioterapia di Catania
Prima i tessuti molli, poi le mobilizzazioni: la sequenza conta

Sindrome vertiginosa: la fisioterapia a Catania

Al CGM Fisioterapia trattiamo le vertigini di origine cervicale dal 1994, sempre in accordo con lo specialista che ha fatto la diagnosi. Non lavoriamo mai da soli su un sintomo così delicato.

Se il tuo otorino ha escluso cause vestibolari e il collo continua a farti male, allora vale la pena valutare la componente cervicale. Scopri tutti i nostri trattamenti di fisioterapia oppure prenota una visita.

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