POSTURA E MAL DI SCHIENA

Postura e mal di schiena: quanto conta davvero la postura

Il rapporto tra postura e mal di schiena è probabilmente l’argomento su cui ricevo più domande, e anche quello su cui circolano più convinzioni sbagliate. Molti pazienti arrivano da me certi di avere la schiena “storta” e convinti che basti raddrizzarla. La realtà è più sfumata, e per certi versi più incoraggiante. In questa pagina ti spiego cosa dice oggi la ricerca, cosa conta davvero e su cosa lavoriamo concretamente nelle mie due sedi di Gravina di Catania e Sant’Agata Li Battiati.

Postura e mal di schiena: le tre curve fisiologiche della colonna vertebrale

Che rapporto c’è tra postura e mal di schiena

Ti do subito la risposta onesta: meno di quanto si è creduto per decenni, ma non zero.

Gli studi degli ultimi quindici anni hanno cercato una relazione diretta tra l’assetto statico della colonna e il dolore lombare, e l’hanno trovata molto più debole del previsto. Esistono persone con curve accentuate e nessun dolore, e persone con una colonna dall’aspetto impeccabile che soffrono da anni. La serie del Lancet dedicata al mal di schiena ha ribadito che nella maggior parte dei casi non si trova un’alterazione strutturale specifica a giustificare il sintomo.

Tuttavia questo non significa che la postura sia irrilevante. Significa che a contare non è la fotografia, ma il film: quanto sei rigido, quanto vari le posizioni durante la giornata, come si distribuiscono i carichi mentre ti muovi, quali compensi hai costruito negli anni. È su questo che si può intervenire davvero.

Perché non esiste una postura giusta uguale per tutti

La colonna ha tre curve fisiologiche: lordosi cervicale, cifosi dorsale e lordosi lombare. Sono normali e servono ad ammortizzare i carichi. L’ampiezza di queste curve, però, varia moltissimo da persona a persona senza che questo costituisca una malattia.

Per questo motivo diffido dell’idea che esista un modello unico a cui tutti debbano essere riportati. Il vero problema non è la posizione che assumi, ma il fatto di mantenerla per ore senza mai cambiarla. La miglior postura, semplificando, è quella successiva: il corpo è fatto per alternare, non per restare fermo.

Catena muscolare posteriore continua dal piede alla nuca

Il corpo è un sistema: catene, compensi ed equilibrio

C’è però un principio che resta solidissimo, ed è il motivo per cui non guardo mai soltanto il punto che fa male.

I muscoli non lavorano isolati: sono organizzati in catene continue, collegate dalle fasce. La catena posteriore, per esempio, corre senza interruzioni dalla pianta del piede fino alla base del cranio. Di conseguenza una caviglia rigida dopo una vecchia distorsione può modificare l’appoggio, l’appoggio modifica l’assetto del bacino, e il bacino scarica tensione sulla zona lombare. Il dolore compare alla schiena, ma la rigidità che lo alimenta sta altrove.

Il corpo, inoltre, dispone di sistemi di controllo che lo tengono in equilibrio: la vista, il sistema vestibolare dell’orecchio interno, i recettori dei piedi e delle articolazioni. Finché questi sistemi riescono a compensare, non senti nulla. Quando i compensi si esauriscono, arriva il dolore. Ecco perché spesso il sintomo compare dopo un gesto banale: quel gesto non è la causa, è solo la goccia.

Il mal di schiena ha quasi sempre più cause insieme

Raramente esiste un unico colpevole. Nella maggior parte dei casi che vedo, concorrono più fattori contemporaneamente:

  • Rigidità muscolare e articolare accumulata negli anni
  • Schemi di movimento alterati, spesso nati per proteggere un vecchio dolore
  • Sedentarietà, o al contrario sovraccarichi ripetuti sul lavoro
  • Alterazioni discali come protrusioni o ernie lombari, che però moltissime persone hanno senza alcun sintomo
  • Segni di artrosi, frequenti e in buona parte fisiologici con l’età
  • Disturbi mio-fasciali e punti trigger
  • Stress, sonno scarso e periodi emotivamente pesanti, che abbassano la soglia del dolore

Quando il dolore resta localizzato in basso si parla di lombalgia; quando scende lungo la gamba entriamo nel campo della sciatalgia. Trovi il quadro completo nelle patologie del tratto lombare.

Segnali d’allarme: quando serve il medico

Alcune situazioni non sono di competenza del fisioterapista e richiedono un accertamento medico. Se riconosci uno di questi segni, rivolgiti al tuo medico o al pronto soccorso.

  • Difficoltà a urinare o perdita del controllo di urine e feci
  • Addormentamento della zona a contatto con la sella di una bicicletta
  • Perdita di forza progressiva a una o entrambe le gambe
  • Dolore comparso dopo una caduta o un incidente, o sospetto di frattura vertebrale
  • Febbre associata al dolore lombare
  • Dolore che non si attenua mai, nemmeno da sdraiato, e che sveglia di notte
  • Perdita di peso inspiegabile o precedenti oncologici

Ho approfondito l’argomento in un articolo dedicato: mal di schiena, quando è il caso di preoccuparsi.

Trattamento fisioterapico della schiena in fase acuta al CGM di Catania

Postura e mal di schiena in fase acuta: cosa fare subito

Nella fase acuta il dolore è intenso e i movimenti sono limitati dalla contrattura di difesa. L’obiettivo qui non è la postura: è abbassare il dolore.

Utilizzo la tecarterapia, il laser Nd:YAG e le terapie manuali, con sedute da trenta minuti due o tre volte a settimana.

Su un punto insisto sempre: il riposo assoluto a letto non è la soluzione. Un giorno o due di attività ridotta possono servire, ma restare fermi più a lungo irrigidisce, indebolisce e allunga i tempi. Muoviti nei limiti che il dolore consente, anche poco, anche piano.

La fase sub-acuta: recuperare il movimento

È la fase più delicata, quella in cui si decide se il problema si chiude o diventa cronico.

Il dolore è calato ma il corpo ha ancora paura di muoversi, e continua a usare gli schemi di protezione costruiti nei giorni peggiori. Se non li smonti, restano. Per questo motivo qui lavoro sul recupero graduale dell’escursione articolare, sulle rigidità mio-fasciali anche a distanza dalla zona dolente, e sulla ripresa progressiva delle attività quotidiane. La durata varia da pochi giorni ad alcune settimane, a seconda della gravità e del fatto che sia un primo episodio o una recidiva.

Postura e mal di schiena: seduta di rieducazione posturale individuale

Postura e mal di schiena: prevenire le recidive

Qui si gioca la partita vera. Spegnere il dolore e fermarsi è il motivo per cui tante persone tornano da me ogni anno con lo stesso problema.

La rieducazione posturale non serve a raddrizzarti come un manico di scopa. Serve a restituire elasticità alle catene rigide, a rimettere in equilibrio i compensi e a insegnare al corpo schemi di movimento più economici. Utilizzo il metodo Mézières, il metodo Souchard e la rieducazione posturale globale, con sedute individuali da sessanta minuti, in genere una a settimana per circa due mesi.

Individuale, e lo sottolineo. Un corso di gruppo può essere un’ottima attività, ma non è rieducazione posturale: qui serve un fisioterapista che corregge una persona alla volta.

La valutazione posturale al CGM

Prima di impostare qualsiasi programma, guardo come sei fatto e come ti muovi. La diagnosi posturale strumentale mi permette di analizzare l’appoggio dei piedi, la distribuzione dei carichi e le oscillazioni in stazione eretta.

Non lo faccio per stilare una pagella della tua postura, ma per capire dove il sistema sta compensando e da dove conviene cominciare. Spesso il punto di partenza non è la schiena.

Postura e mal di schiena: cosa la rieducazione può fare e cosa no

Preferisco essere chiaro, perché le promesse eccessive sono la prima causa di delusione.

La rieducazione posturale non cancella un’ernia, non elimina l’artrosi e non trasforma la tua colonna in un’altra colonna. Non è una garanzia contro qualsiasi futuro episodio di dolore. Inoltre non consiglio né farmaci né integratori: non è competenza del fisioterapista.

Quello che può fare, e che nella maggior parte dei casi ottiene, è ridurre dolore e rigidità, rendere gli episodi più rari e più brevi, e restituirti fiducia nel movimento. Chi smette di avere paura di muoversi, di solito, sta meglio.

Come si svolge il percorso

Si parte dalla valutazione, si stabiliscono obiettivi concreti e si verificano lungo il cammino. Al termine del ciclo rilascio una relazione fisioterapica dettagliata, utilizzabile anche in ambito medico-legale e da consegnare al medico curante o allo specialista.

Lavoro dal 1994 nelle due sedi di Gravina di Catania e Sant’Agata Li Battiati. Puoi prenotare una visita nella sede più comoda per te.

CGM FISIOTERAPIA · CATANIA
La tua schiena si blocca sempre negli stessi momenti?
Prenota una valutazione posturale: guardiamo come ti muovi, non solo dove ti fa male, e costruiamo un percorso su misura.

GRAVINA DI CATANIA
095 74 46 013 WhatsApp

SANT’AGATA LI BATTIATI
095 41 92 254 WhatsApp

CGMFISIOTERAPIA Fisioterapia, Posturologia Osteopatia