Protesi di ginocchio: la riabilitazione prima e dopo l’intervento

Se hai una data per la protesi di ginocchio, o l’hai appena fatta, la domanda che ti porti dietro è sempre la stessa: quanto ci vorrà per tornare a camminare come prima?

Ti dico subito una cosa che sorprende molti: buona parte del risultato si gioca prima di entrare in sala operatoria, e quasi nessuno lo sa.

In questa pagina ti racconto cosa succede davvero nelle settimane intorno all’intervento, cosa puoi fare per arrivarci nelle condizioni migliori, e come lavoro qui a Catania nelle mie due sedi.

Confronto tra un ginocchio artrosico e un ginocchio con protesi di ginocchio impiantata

Che cos’è una protesi di ginocchio

Il nome inganna un po’. Non viene sostituita l’articolazione intera: vengono rivestite le superfici che si sono consumate, quelle dove l’osso ha finito per sfregare contro l’osso.

Sull’estremità del femore viene applicata una componente metallica sagomata, sulla parte alta della tibia una base con sopra un inserto liscio che fa da cuscinetto. Il ginocchio torna così ad avere due superfici che scorrono senza attrito.

Esistono soluzioni diverse a seconda di quanto è compromessa l’articolazione, e la scelta spetta al chirurgo: non è una decisione che devi prendere tu, né su cui devo esprimermi io.

Quello che conta per il tuo recupero è un’altra cosa: la protesi risolve il problema dell’osso, non quello dei muscoli. La coscia che si è indebolita in anni di artrosi del ginocchio resta debole anche dopo l’intervento, e quella parte tocca a noi.

Prima dell’intervento: la fase che quasi tutti saltano

Donna anziana seduta che distende il ginocchio, esercizio di rinforzo prima dell'intervento

Tra la decisione di operarsi e la data dell’intervento passano spesso settimane o mesi. Nella maggior parte dei casi quel tempo viene passato ad aspettare, muovendosi il meno possibile perché fa male.

È il modo peggiore di usarlo. Ogni settimana di immobilità toglie forza alla coscia e mobilità al ginocchio, e tutto quello che perdi lì andrà recuperato dopo, quando sarà più difficile.

La ricerca su questo è concorde: preparare il ginocchio con l’esercizio prima dell’intervento migliora la funzione già nelle settimane precedenti e anche nel periodo successivo.

Il lavoro è semplice e adattato a quanto il ginocchio tollera: mantenere la distensione, tenere in movimento la flessione, rinforzare la coscia con esercizi che non aumentano il dolore.

Non è un obbligo e non serve a tutti nella stessa misura. Ma se hai una data e qualche settimana davanti, quel tempo si può usare bene invece di subirlo.

Protesi di ginocchio: cosa succede nelle prime settimane

Voglio essere onesto: le prime settimane sono la parte più faticosa, e sapere in anticipo cosa aspettarsi aiuta a non spaventarsi.

Il ginocchio sarà gonfio, e lo resterà a lungo. Il gonfiore che vedi a due settimane non è un segno che qualcosa è andato storto: fa parte del decorso normale e si riduce poco alla volta.

Non si distenderà bene, e questo è il punto su cui insisto di più. Un ginocchio che resta piegato anche di pochi gradi cambia il modo in cui appoggi il piede e ti costringe a zoppicare. Recuperare la distensione completa è l’obiettivo numero uno del primo periodo.

La flessione tornerà lentamente. All’inizio piegare il ginocchio sembra impossibile, poi ogni settimana si guadagna qualcosa. Serve costanza, non forza.

Sul carico, sull’uso delle stampelle e su quando abbandonarle, segui quello che ti ha detto il chirurgo: quelle indicazioni sono cucite sul tuo intervento, non su una regola generale.

⚠️ Dopo l’intervento, quando chiamare subito
Gonfiore e dolore nelle prime settimane sono normali. Questi segni invece vanno riferiti senza aspettare al chirurgo o al tuo medico:
– polpaccio gonfio, teso, caldo e dolente, con la gamba che pesa in modo insolito
– affanno improvviso o dolore al petto
– febbre, brividi o malessere generale
– la ferita cambia aspetto, si arrossa, perde liquido o si riapre
– il dolore aumenta invece di ridursi giorno dopo giorno
– il ginocchio si blocca all’improvviso o cede mentre cammini

In queste situazioni contatta subito chi ti ha operato. Sono eventi poco frequenti, ma vanno riconosciuti in fretta.

Protesi di ginocchio: come lavoro in studio

Fisioterapista applica una terapia strumentale sul ginocchio di un paziente disteso sul lettino

Recuperare la distensione e la flessione

Si comincia da qui, perché è la finestra in cui si decide gran parte del risultato. Lavoro sulla distensione completa con tecniche manuali e con posizioni che il ginocchio impara a tollerare, poi guadagno flessione poco alla volta.

In parallelo serve controllare il gonfiore, perché un ginocchio gonfio è un ginocchio che si muove male e che fa più fatica a lavorare. In questa fase possono avere un ruolo terapie strumentali come la tecarterapia o l’Interix, sempre come supporto al lavoro attivo e mai al posto suo.

Tornare a camminare bene

Camminare e camminare bene sono due cose diverse. Dopo mesi o anni di dolore hai imparato a caricare poco su quella gamba, e quell’abitudine non sparisce solo perché il ginocchio nuovo non fa più male.

Per questo il passo va rieducato: appoggio del tallone, distribuzione del peso, spinta, equilibrio su una gamba sola. È la parte che decide se camminerai senza zoppicare o solo senza dolore.

Poi si costruisce forza e resistenza, perché il ginocchio deve reggere una giornata intera, non cinque minuti. Tutto questo si svolge come chinesiterapia individuale, mai in gruppo e mai con schede uguali per tutti.

Guardo anche l’altra gamba e l’anca, che in questi anni hanno lavorato il doppio per compensare. Se hai anche una coxartrosi, va tenuta in conto nel percorso.

Quanto dura il recupero

Non ti do numeri, e ti spiego perché non è una risposta evasiva.

I tempi dipendono da com’era il ginocchio prima, dalla tua età, da quanto eri attivo, da come è andato l’intervento e da quanto lavori sul recupero. Due persone operate lo stesso giorno arrivano a risultati diversi in momenti diversi.

Quello che posso dirti è che il recupero procede per obiettivi, non per settimane sul calendario. Prima la distensione, poi il cammino senza appoggi, poi la resistenza, poi le scale.

Ogni tappa si affronta quando la precedente è raggiunta. Chi salta avanti perché si sente bene di solito torna indietro, e chi si scoraggia perché “a tre mesi dovrei essere più avanti” si sta confrontando con una tabella che non esiste.

Cosa potrai tornare a fare

Uomo anziano che cammina con passo sicuro senza appoggi dopo l'intervento

È la domanda vera dietro tutte le altre, e la risposta per la maggior parte delle persone è incoraggiante.

Camminare senza dolore, fare la spesa, salire e scendere le scale, guidare, viaggiare, seguire i nipoti: sono le cose per cui si fa questo intervento, e sono le cose che si recuperano.

Restano alcune differenze rispetto a un ginocchio naturale. Molti riferiscono una sensazione diversa nel ginocchio, qualche difficoltà a inginocchiarsi, e una flessione che non torna mai completa come prima. Sono cose con cui si convive bene, ma è giusto saperlo.

Sullo sport: le attività a basso impatto come camminare, nuotare o andare in bicicletta sono generalmente compatibili, mentre corsa e sport con salti e contrasti lo sono molto meno. La valutazione spetta al tuo ortopedico.

Protesi di ginocchio: cosa la fisioterapia non può fare

Le dico in valutazione, e preferisco che tu le sappia prima.

  • Non cambia il risultato dell’intervento: quello che è stato impiantato resta com’è.
  • Non fa recuperare una flessione completa come quella di un ginocchio naturale.
  • Non elimina la sensazione di “ginocchio diverso” che molti descrivono a lungo.
  • Non può garantirti tempi certi, e diffida di chi te li promette.

Un caso a parte merita una nota. Capita di incontrare persone che si sono operate mesi prima, hanno fatto la riabilitazione subito dopo l’intervento e si sono fermate lì, restando con un ginocchio rigido, una coscia debole e un passo zoppicante.

Non è troppo tardi. Riprendere il lavoro anche a distanza di tempo dà quasi sempre risultati, perché forza e controllo del movimento si recuperano a qualsiasi distanza dall’intervento.

Se invece il tuo problema riguarda un ginocchio non operato, trovi le pagine dedicate alla lesione del menisco, alla rottura del crociato anteriore e al dolore dietro al ginocchio.

La relazione che ti consegno a fine ciclo

Al termine del percorso ti consegno una relazione fisioterapica scritta, con la valutazione iniziale, il lavoro svolto e i risultati raggiunti.

Serve a te per avere una traccia chiara di dove sei arrivato, e al chirurgo per il controllo successivo, senza dover ricostruire a memoria che cosa è stato fatto.

Dove ti seguo, a Gravina e a Battiati

Lavoro in provincia di Catania dal 1994, in due sedi che puoi scegliere in base a dove ti è più comodo arrivare. Un dettaglio che qui conta più che altrove, perché nelle prime settimane muoversi è faticoso.

Nella sede di Gravina di Catania la strada è larga e il parcheggio libero, quindi si scende dall’auto a pochi passi dall’ingresso. Nella sede di Sant’Agata Li Battiati c’è un parcheggio privato, e si trovano il Pilates Reformer e la diagnosi posturale in 3D.

Puoi vedere tutte le patologie del ginocchio che trattiamo, oppure l’elenco completo delle patologie trattate. Per fissare un appuntamento passa dalla pagina prenota una visita.

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