Colpo della strega

Colpo della strega: cosa fare, cause e rimedi

Il colpo della strega è un episodio di dolore lombare acuto che arriva all’improvviso, spesso dopo un movimento del tutto banale. Ti chini a raccogliere una scarpa, ti giri per prendere qualcosa, e la schiena si blocca.

Se stai leggendo piegato di lato, con la schiena che non ti lascia raddrizzare, ti do subito le risposte che cerchi: quanto dura, cosa fare adesso e quando devi preoccuparti davvero.

Che cos’è il colpo della strega

Uomo bloccato dal dolore lombare acuto tipico del colpo della strega

È il nome popolare della lombalgia acuta. Il dolore è intenso, localizzato in basso, e si accompagna a una contrattura marcata della muscolatura lombare.

Quella contrattura non è il nemico. È una risposta di protezione: il corpo irrigidisce la zona per limitare il movimento. Fa male, ma ha una sua logica.

Il nome viene dall’immaginario medievale, quando si attribuiva a un sortilegio la posizione curva in cui la persona restava bloccata. Il meccanismo, però, non ha nulla di misterioso.

Nella grande maggioranza dei casi non c’è alcun danno strutturale. Non ti sei rotto niente, ed è la prima cosa che dico ai pazienti quando arrivano spaventati.

Perché arriva il colpo della strega

Quasi sempre il movimento che lo scatena è banale, e questo disorienta: ti aspetteresti uno sforzo enorme, invece è bastato chinarti.

Il motivo è che quel gesto è solo l’ultimo anello. Conta molto di più quello che c’era prima: settimane di poco movimento, tensione accumulata, stanchezza, una notte storta, un carico insolito nei giorni precedenti.

Contribuiscono inoltre i movimenti fatti a freddo, le posizioni mantenute troppo a lungo e i periodi di stress, che alzano il tono muscolare senza che tu te ne accorga.

Non serve quindi trovare il colpevole. Serve capire che la schiena era meno pronta del solito, e che su questo si può lavorare.

Quanto dura il colpo della strega

È la domanda che mi fanno tutti, e merita una risposta chiara invece di un “dipende”.

La fase più acuta, quella in cui fatichi anche solo ad alzarti, dura in genere pochi giorni. Da lì il dolore comincia a calare e i movimenti tornano progressivamente.

La maggior parte degli episodi si risolve entro due o tre settimane. Sono intervalli tipici, però, non promesse: c’è chi impiega meno e chi impiega di più.

Se dopo un mese la situazione è ferma, oppure se peggiora invece di migliorare, va rivalutata. In quel caso non stiamo più parlando di un episodio isolato.

Cosa fare nelle prime 48 ore

Nelle primissime ore cerca la posizione che ti fa meno male e restaci il tempo necessario a far scendere il picco di dolore. Sdraiato o seduto, quello che funziona per te.

Appena riesci, però, comincia a muoverti. Anche solo alzarti, fare qualche passo in casa, arrivare in cucina e tornare indietro.

La regola è muoversi poco e spesso, non tanto e una volta sola. Alterna le posizioni e non restare fermo per ore nella stessa.

Per alzarti dal letto girati prima su un fianco, poi porta le gambe fuori dal bordo e spingi sulle braccia per sederti. Nella fase acuta ti risparmia parecchio dolore.

Perché non devi metterti a letto

Il riposo a letto prolungato è il consiglio più diffuso e più sbagliato che circola su questo problema.

La revisione Cochrane sull’argomento è chiara: chi riceve l’indicazione a restare attivo migliora un po’ di più nel dolore e nelle attività quotidiane rispetto a chi viene mandato a letto.

Restare fermi, al contrario, irrigidisce, indebolisce e allunga i tempi. Vale per il colpo della strega come per la lombalgia in generale.

Attenzione, però: restare attivo non significa fare finta di niente. Significa continuare le attività normali entro il limite che il dolore ti concede, riducendo ciò che lo scatena senza azzerare tutto.

Il freddo nei primi giorni

Nei primi due o tre giorni il freddo può dare sollievo. Una borsa del ghiaccio avvolta in un panno, appoggiata sulla zona per una ventina di minuti, ripetuta più volte nell’arco della giornata.

Mai a contatto diretto con la pelle, per evitare lesioni da freddo.

È un sollievo sintomatico, e come tale va inteso: rende le ore più sopportabili, non accorcia i tempi di guarigione.

Cosa evitare in questi giorni

Evita di restare a letto oltre le prime ore, di sollevare pesi e di fare movimenti bruschi di torsione.

Evita inoltre di farti “rimettere a posto” da mani non qualificate. In fase acuta, con la muscolatura contratta, è il momento peggiore per interventi energici.

Sui farmaci non entro nel merito, perché non è compito del fisioterapista occuparsene. Se ritieni ti servano, parlane con il tuo medico.

Infine, evita di cercare online il tuo esercizio. Senza sapere cosa ti dà sollievo e cosa ti peggiora, la probabilità di scegliere quello sbagliato è alta.

⚠️ Quando non è un semplice colpo della strega
Nella quasi totalità dei casi si tratta di un problema benigno. Alcuni segnali, però, richiedono una valutazione medica immediata e non un appuntamento in fisioterapia:
– perdita di forza in una gamba che peggiora nel giro di ore o giorni
– difficoltà improvvisa a controllare la vescica o l’intestino
– perdita di sensibilità nella zona che appoggia sulla sella quando sei seduto
– dolore comparso dopo una caduta, un incidente o un trauma importante
– febbre, perdita di peso, oppure dolore che non cambia mai con nessuna posizione, nemmeno di notte

Se riconosci uno dei primi tre, vai in pronto soccorso senza aspettare. Sono situazioni rare, ma vanno riconosciute subito.

Quando non è solo un problema muscolare

A volte il dolore non resta in basso, ma scende lungo la gamba, con formicolii o senso di debolezza. In quel caso è coinvolta una radice nervosa, e il quadro diventa quello della sciatalgia.

Può succedere in presenza di un’ernia del disco lombare, di una spondilolistesi oppure, nelle persone più avanti con gli anni, di una stenosi lombare.

Non significa che sia grave. Significa che la gestione cambia, e che una valutazione serve prima e non dopo.

Fisioterapia per il colpo della strega

Tecarterapia sulla zona lombare dopo un colpo della strega al CGM di Catania

La fisioterapia non sblocca la schiena con un gesto. Serve a ridurre il dolore più in fretta, a rimetterti in movimento prima e a evitare che un episodio si trasformi in un problema lungo.

Nella fase acuta

Lavoro sui tessuti contratti con terapia manuale e massoterapia. Se serve utilizzo anche terapie strumentali come la tecarterapia o il laser Nd:YAG.

Servono a rendere sopportabili i primi giorni e ad accelerare il ritorno al movimento. Non sono la cura dell’episodio, che si risolve comunque: sono ciò che rende quel percorso meno faticoso.

In questa fase non prescrivo esercizi impegnativi. Prima si abbassa il dolore, poi si costruisce.

Quando il dolore cala

Uomo che riprende a camminare dopo un episodio di lombalgia acuta

Superata la fase acuta comincia la parte che conta davvero: riportare la schiena a tollerare il carico.

Si lavora sulla mobilità, sul controllo del tronco e del bacino, sulla forza di glutei e addominali profondi. È il percorso descritto nelle pagine su chinesiterapia e ginnastica antalgica.

In questa fase il cammino è il primo alleato: semplice, gratuito e ben tollerato.

Sulla frequenza delle sedute non do numeri a priori. Dipende da come rispondi, e la definiamo insieme dopo la valutazione.

Se il colpo della strega si ripete

Un episodio isolato è una cosa. Tre o quattro episodi all’anno sono un’altra.

Quando il colpo della strega torna con regolarità non parliamo più di un incidente, ma di una schiena che non tollera abbastanza. Di conseguenza cambia anche l’obiettivo: non basta spegnere il dolore, va costruita capacità.

È il momento di leggere la pagina sulla lombalgia, dove affronto per esteso il quadro ricorrente e persistente.

Come ridurre il rischio che torni

Esercizi di rieducazione della schiena in palestra al CGM di Catania

Nessuno può garantirti che non succederà più. Si può però ridurne parecchio la probabilità.

La cosa più efficace è il movimento regolare. Una schiena allenata tollera meglio i gesti imprevisti, ed è proprio lì che si gioca la differenza.

Aggiungi il lavoro di forza, anche leggero, e la cura della mobilità delle anche: se sono rigide, infatti, la zona lombare compensa.

Evita poi le lunghe permanenze nella stessa posizione e non aspettare il dolore per muoverti. Sul ruolo dell’assetto del corpo trovi il mio punto di vista nella pagina su postura e mal di schiena.

La cintura lombare, infine, può servire in momenti mirati come un trasloco o una giornata di carichi pesanti. Tuttavia non va indossata tutto il giorno: la muscolatura si abitua a lavorare meno.

Il percorso al CGM di Catania

Al CGM ricevo ogni settimana persone bloccate da un episodio acuto. La prima cosa che faccio è capire se il quadro è semplice oppure se c’è dell’altro.

Da lì costruisco il percorso: sollievo nei primi giorni, ripresa del movimento subito dopo, lavoro di prevenzione quando il dolore è passato. Trovi tutti i trattamenti nella pagina fisioterapia e le altre condizioni nella sezione patologie del tratto lombare.

Al termine del ciclo ti rilascio una relazione fisioterapica con il lavoro svolto, i risultati ottenuti e le indicazioni per mantenerli.

Ti ricevo in due sedi: a Gravina di Catania, in Via San Paolo 96/B, e a Sant’Agata Li Battiati, in Via Alcide De Gasperi 1/3. Puoi prenotare una visita oppure scrivermi dalla pagina contatti.

CGM FISIOTERAPIA · CATANIA
Bloccato da un colpo della strega e non sai come muoverti?
Chiama il Dott. Giuseppe Palumbo: nella fase acuta si interviene subito, per farti tornare in movimento nel minor tempo possibile.

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SANT’AGATA LI BATTIATI
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